Battere la crisi con l’economia del cuore

23 ottobre 2012 at 08:49 Lascia un commento

Dopo la recente esperienza al #TTT07/to dove ho incontrato alcune startup, oggi voglio uscire un po’ dal seminato rispetto agli argomenti che trattiamo in questo blog e condividere con voi alcuni spunti molto utili tratti dal nuovo libro di Paolo Ruggeri Piccole e medie imprese che battono la crisi. Un titolo accattivante per quanti hanno un’attività in proprio come professionisti o imprenditori, e un’attività nuova o già avviata da tempo.

La sfida principale è sempre rappresentata dall’innovazione, dal fare le cose in modo diverso, affrontando nuovi ambiti e spingendosi verso l’ignoto anche quando la nostra attività è già avviata da tempo. “Generi valore solamente quando esci dalla tua zona di comfort, mentre se ci rimani all’interno consumi il valore che ti eri creato in precedenza”. Secondo Roberto Gorini, citato dall’autore, tutto quello che possiediamo oggi che ha per noi un certo valore proviene unicamente e direttamente dall’aver avuto il coraggio, nel passato, di uscire dalle zone di comfort. Creare non è confortevole, è eccitante, entusiasmante, è qualcosa che ti colpisce sotto il piano emozionale.

Possiamo dedurre che due sono le emozioni o le sensazioni che dovremmo avere questa sera quando andiamo a letto che indicherebbero che stiamo generando valore:

  1. eccitazione: non vediamo l’ora che arrivi la mattina perché domani dobbiamo fare una cosa troppo “figa”
  2. adrenalina, perché sappiamo che abbiamo appena fatto una scelta o compiuto un grande passo che ci fa una certa paura. Simile alla sensazione che prova chi scende in campo prima di un’importante sfida.

Qual è l’emozione che stai provando in questo momento? Chi non prova nessuna delle due sensazione è in una zona di comfort e sta consumando il valore che si era costruito nel passato.

Il lavoro duro è cambiato. Oggi per creare valore dobbiamo ricercare la scomodità, uscire dalle zone di comfort e prendere decisioni che ci mettono a disagio emotivamente. La creazione del valore ha come suo presupposto il rischio o l’eccitazione per un nuovo progetto. Difficilmente riesci a creare valore se fai sempre le stesse cose poco eccitanti (e qui penso anche alla diffidenza ancora diffusa in molte aziende ad avvicinarsi al mondo dei Social Media).

Che tu abbia un’azienda già consolidata o sia uno startupper, ecccoti alcune domande. Quali sono le cose all’interno della tua azienda che non stai affrontando? Quali sono i progetti ambiziosi che continui a posporre? Quali sono le aree, le attività o le persone da cui ti ritiri perché ti causano timore o ti fanno paura? Quali sono le cose che generano in te una grande eccitazione e che hai smesso di fare? Smettila di tamponare o accontentarti di una gestione confortevole: esci dalle tue zone di comfort. Ritorna a inseguire progetti ambiziosi e spazza via chi non te lo permette.

Siamo passati dall’economia della fatica fisica (quella dei nostri nonni alle prime catene di montaggio) all’economia della testa (quella dell’organizzazione aziendale, dei colletti bianchi, del controllo qualità, della logistica e delle risorse umane) per poi arrivare all’economia del cuore.

L’economia del cuore è l’economia dell’empatia, della bellezza, dello spirito e delle emozioni. Ma soprattutto è l’economia del coraggio, una caratteristica che non manca a nessuno di noi e sulla quale, certamente non siamo inferiori né ai cinesi, né ai tedeschi, né agli americani. Se fai il duro lavoro puoi vincere.

(Fonte: Opensource Management)

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