Social Media, l’analisi demografica degli utenti dei Social Network

10 marzo 2012 at 17:03 9 commenti

Che la donna fosse un essere più sociale dell’uomo lo si sa fin dall’antichità. Che fosse mobile lo si dichiarava all’epoca del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Ma chi poteva immaginare il significato che questo avrebbe poi preso nel nostro millennio? Con l’esplosione dei Social Network e la diffusione degli smartphone è sempre più chiaro che la donna è social e mobile (pronunciato “mobail”, naturalmente).

È infatti proprio il gentil sesso a confermarsi ancora una volta il maggior utilizzatore delle reti sociali online, ormai sempre più accessibili tramite smartphone e tablet.

Oltre il 66% della popolazione adulta mondiale utilizza i Social Network. Ma chi sono esattamente queste persone?

Online MBA ha profilato il popolo dei Social Media in un’interessante infografica, includendo nell’analisi il livello di scolarizzazione, quello economico, l’età e il genere, insieme ad una serie di altri elementi molto interessanti riportati da Mashable.

Un aspetto è comune a molti Social Network: gli studenti delle superiori e i diplomati rappresentano la maggioranza degli utenti su Social Media come Facebook, Twitter, Pinteres, Digg e Reddit. Il 57% degli utenti Facebook ha un diploma di scuola superiore, il 24% è laureato o ha conseguito un master. Gli over 45 rappresentano ben il 46% degli utenti Facebook.

Ma c’è anche una differenza di genere: su Facebook e Twitter ci sono più donne che uomini. Le donne rappresentano il 57% degli utenti Facebook e il 59% dei Twitteri.

A livello mondiale le donne gravitano soprattutto attorno al nuovo Pinterest, mentre gli uomini sono maggiormente attratti da Google+. In Italia siamo tutti soprattutto su Facebook e in minoranza su Twitter. Google+ forse non ha ancora attecchito come in altri Paesi e sarebbe interessante valutare la percentuale di uomini e donne su questi social.

In ogni caso, Pinterest è quello che presenta lo spread (adesso che Monti ha sdoganato il termine per utilizzi fuori dal contesto economico, cominciamo ad usarlo anche noi) più alto tra uomini e donne. L’82% degli utenti Pinterest è donna. Le ragazze e le signore condividono i propri gusti e preferenze apponendo i “pin” dei propri interessi sulla bacheca virtuale, proprio come fanno gli americani con la classica tavoletta di sughero rigorosamente appesa in cucina. I pin delle donne riguardano soprattutto oggetti, idee regalo, hobby, arredamento e moda.

Sul versante opposto, Google+ è dominato dagli uomini (sinceramente, pur essendo uomo, da quando ho aperto l’account io ci ho fatto ben poco… sarò fuori dalla media), dai cosiddetti “early adopters” (quelli che appena esce una nuova tecnologia ci si fiondano a pesce), da ingegneri e informatici. Circa la metà degli utenti Google+ ha meno di 24 anni (sarà allora una questione di età?).

I dati Linkedin rivelano invece un equilibrio tra uomini e donne, over 45 nel 49% dei casi: lo utilizzano per connettersi con altri professionisti e creare relazioni di business.

La maggioranza delle persone utilizza i Social Media per rimanere in contatto con amici e famigliari, e la maggioranza lo fa in mobilità. Circa 200 milioni di utenti Facebook controlla gli aggiornamenti della propria Timeline ogni giorno dal proprio smartphone.

Per vedere tutte le statistiche, guarda l’infografica sul mio Pinterest

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Profilo di un utente Twitter, e tu chi sei? #FAIL Social Media, i 50 fallimenti più eclatanti

9 commenti Add your own

  • […] Riportare dati tratti da ricerche universitarie o derivati da diverse fonti, raccolti in un articolo ben strutturato, fornisce al vostro blog l’autorevolezza necessaria per suscitare l’interesse di lettori di cultura medio-alta, dirigenti d’azienda o imprenditori. Jeff sostiene: “Se una ricerca universitaria afferma che è vero… lo è! Molte persone cercano una prova esterna prima di muoversi”. Esempio: Social Media, l’analisi demografica degli utenti dei Social Network […]

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  • 3. Marina  |  1 giugno 2013 alle 15:43

    Questi dati sono molto interessanti per le aziende che cercano un dialogo soprattutto con un pubblico femminile (mi vengono in mente case di moda, produttori di cosmetici ecc)
    Bel post🙂

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  • 4. Stefano Cucchi  |  2 giugno 2013 alle 09:39

    Ciao Marina, grazie per averci letto e per il tuo commento. Hai ragione, il mondo social è molto femminile… le donne hanno delle qualità di empatia e comunicazione interpersonale particolari e imbattibili!🙂 E parlo sia delle donne “consumatrici” che frequentano i social network, sia delle donne che gestiscono le attività di comunicazione.

    L’attitudine cura dell’altro, l’interesse, la “premurosità” che nel social sono fondamentali sono una prerogativa squisitamente femminile, con le dovute eccezioni… sto generalizzando, naturalmente. Devo dire che mi è capitato più volte di riuscire a indovinare, ad es. osservando una pagina Facebook, se è gestita da un uomo o da una donna.

    E’ importante per le aziende capire che il Social Media Marketing non è semplicemente una pura operazione markettara (“le donne sono social quindi andiamo sui social”), ma di vera e propria apertura al dialogo, come hai sottolineato anche tu. C’è tutta una parte di Customer Care e ascolto che è fondamentale nella relazione col cliente, e anche questo è marketing. Ma marketing di qualità, che punta alla soddisfazione e alla fidelizzazione del cliente, rendendotelo alleato e partecipe della costruzione della tua impresa. E poi, si sa, acquisire un nuovo cliente costa 3 volte tanto rispetto a mantenerne uno già acquisito!😉

    E tu che esperienze hai fatto in questo senso? Ho visto che lavori nel settore con un approccio che esprime una particolare sensibilità.

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    • 5. marinaravaioli  |  4 giugno 2013 alle 10:50

      Grazie mille per questo bel complimento🙂 Dai, cerco di fare del mio meglio.

      Da quando ho iniziato ad approfondire il discorso social come integrazione importantissima alle altre pratiche di comunicazione aziendale e marketing, mi sono imbattuta in due diversi approcci da parte delle aziende: da una parte ho visto che quelle interessate a sfruttare al meglio le opportunità dei social sono in prevalenza condotte da donne; al contrario, mi è capitato spesso di vedere un muro di gomma da parte di aziende con una direzione prettamente maschile, immagino ingessata nei vecchi schemi di pensiero/azione. Non so se questo è un caso o no, ma questa è la mia esperienza.

      Comunque, lasciando stare il discorso maschi vs femmine, credo che ci sia ancora tanto da lavorare per far capire alle aziende italiane (soprattutto le piccole…) che essere autoreferenziali e sordi non paga. Il mondo è cambiato e i clienti hanno capito che possono anche dissentire ed esprimere la loro opinione sul web.

  • […] è poi l’applicazione perfetta per fashion brand. Innanzitutto perché a livello generale le donne sui social network sono le presenti e attive rispetto agli uomini. E poi, in particolare su Instagram, il target […]

    Rispondi
  • 7. Instagram: cos’è e come funziona? | AWD SocialBlog  |  25 luglio 2013 alle 20:14

    […] è poi l’applicazione perfetta per fashion brand. Innanzitutto perché a livello generale le donne sui social network sono le presenti e attive rispetto agli uomini. E poi, in particolare su Instagram, il target […]

    Rispondi
  • 8. Social Media, l'analisi demografica degli utent...  |  31 ottobre 2013 alle 08:34

    […] Che la donna fosse un essere più sociale dell'uomo lo si sa fin dall'antichità. Che fosse mobile lo si dichiarava all'epoca del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Ma chi poteva immaginare il significato …  […]

    Rispondi
  • […] sono incredibilmente rivelatrici degli interessi e dei comportamenti dei propri fan. Oltre alle variabili demografiche (età, genere, reddito, livello d’istruzione ecc.) che ci aiutano ad analizzare il nostro target, […]

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