Posts tagged ‘innovazione’
Hai una start-up? @INGDIRECTItalia mette in palio 100mila euro #ppac
Negli ultimi anni ci sono stati milioni di euro investiti nelle startup, ma quanto capitale è disponibile in Italia per le nostre startup?In Italia ci sarebbero 80 centesimi di dollari di venture capital per abitante, contro una media europea di 35 dollari. In poche parole non molto, se si considera che un fondo di venture capital tipicamente copre un periodo di investimento di almeno 4-5 anni. Non molto, anche, in confronto con quanto è disponibile in altri mercati europei, come Francia e Inghilterra, per non parlare degli Stati Uniti e della Silicon Valley.
Business e Social Media, 10 buoni motivi per utilizzarli
Investire in strumenti di social media per la crescita del proprio business

Per cosa possiamo utilizzare i Social Media? Ecco le risposte di Lilach Bullock, pioniera britannica del social networking, consulente aziendale ed esperta di personal branding.
Secondo Lilach i social media sono utili per:
- Costruire relazioni
- Fare rete con persone simili a noi
- Aumentare il traffico al nostro sito web
- Vendere i nostri prodotti e servizi (opinione su cui gli esperti si dividono)
- Mostrare la nostra competenza
- Ottenere sostegno e motivazione
- Organizzare e promuovere eventi
- Integrarsi con altri siti web
- Disporre di un’alternativa (meglio secondo noi un complemento) al sito web
- Monitorare la nostra brand awareness
- … e soprattutto (aggiungiamo noi) fare Digital PR
Che ci piaccia ammetterlo o no, scrive l’autrice su Social-able, i Social Media sono ormai una parte importante della nostra vita. Dalle nostre case, dai nostri telefonini, dalle nostre aziende, dalle scuole e ora anche dal settore sanitario e non profit, non possiamo sfuggire al potere di questo importante strumento comunicativo.
Papa, Chiesa, Internet e confessioni con iPhone
Le nuove frontiere della religione, anche in versione mobile

Il Papa ha ricominciato a pronunciarsi sul web. Qualche settimana fa aveva elogiato positivamente i social network con la precisazione “purché se ne faccia uso responsabile”. Ieri, alla Congregazione per l’Educazione Cattolica, Benedetto XVI ha affermato che Internet riveste un ruolo importante anche per la Chiesa e la sua missione. La Rete presenta grandi possibilità ed è utile “anche per l’azione pastorale dei futuri presbiteri nei vari campi ecclesiali”.
Non abbiate paura del web! Questo sembra essere in sostanza il messaggio che il Pontefice lancia ai sacerdoti, invitandoli a conoscerlo e ad utilizzarlo al meglio.
Ma c’è chi negli USA, notoriamente all’avanguardia anche in campo religioso, si spinge ancora oltre…
Con l’applicazione “Confession” la confessione si fa con l’iPhone! Ma anche con iPod e iPad. E’ una “Roman Catholic App” che serve a prepararsi ad una buona confessione.
Non è uno scherzo. E’ stata persino approvata al vescovo statunitense K.C. Rhodes. L’applicazione ovviamente non sostituisce il sacerdote, né tantomeno pronuncia dei virtuali “ego te absolvo”. Serve a preparare i contenuti della propria confessione e può essere utilizzata dietro la grata del confessionale. Una guida per riflettere sul proprio comportamento, personalizzata in base all’età e alla vocazione, con tanto di indicazioni pratiche sulla procedura. Per avesse dimenticato come si fa.
Social Media Week: tutti sul Frecciarossa social

Sembrava non dovessimo farcela invece ci siamo riusciti! Siamo stati accettati, pur se in due tempi diversi per partecipare al viaggio sul primo treno “social” dedicato ad Internet. Ci eravamo iscritti in due ma uno dei due era rimasto fuori… qualche scambio di email e la strepitosa Paola di Augmendy, che si occupa dell’organizzazione, è riuscita a trovare un posto per entrambi. Quindi si parte!!!
Il treno della Social Media Week partirà mercoledì 2 febbraio da Milano e lancerà la seconda edizione italiana del Festival della Rete. Un evento unico nel suo genere, letteralmente a 300 chilometri orari, che permetterà di fare networking in modo innovativo e al tempo stesso di conoscere in anteprima tutti i temi e le novità della “Settimana dei Social Media”.
A bordo del treno web è prevista la presenza di esperti, cultori di Internet e giornalisti che si confronteranno sulle nuove opportunità offerte dal Web e dai social media durante un originale speed dating culturale.
Lo spot su Youtube
Forum della Comunicazione Digitale 2011
Si terrà il prossimo 16 febbraio a milano il Forum della Comunicazione Digitale 2011, autovevole punto d’incontro tra specialisti della comunicazione digitale, innovatori, professionisti esperti che si riuniscono per uno scambio di esperienze e per la diffusione di idee e di saperi.
Gli argomenti dell’edizione che si terrà il 16 febbraio 2011 Milano presso il Palazzo Mezzanotte (Piazza Affari) saranno: geolocalizzazione, Social Mobile, Web marketing, App e futuro di stampa ed editoria.
Da Gutemberg a Zucherberg: oggi il libro non è più la metafora fondamentale dell’epoca. Il suo posto è stato preso dallo schermo. (Ivan Illich)
Morto Google Wave, onda anomala di Mountain View

Doveva essere il futuro per professionisti e amatori, ve ne avevamo parlato in un recente post, ma a pochi mesi dalla nascita Mountain View abbandona il progetto. Troppo pochi utenti attivi, il motivo ufficiale. Il prodotto che doveva conglobare tutto in un’unica applicazione, dalle email ai social network, era stato messo prima a disposizione di un piccolo gruppo di utenti a scopo di test. Quando poi è stato reso disponibile a tutti l’affluenza è stata deludente. Di qui la decisione di chiudere. Non di colpo, però. Chi sta utilizzando l’applicazione online avrà tempo fino alla fine del 2010 per migrare nuovamente i propri contenuti e le proprie abitudini ai metodi tradizionali. Forse questa volta Google, anziché semplificarci la vita digitale, rischiava di complicarcela?
Web 2.0, un’occasione per l’azienda di raccontarsi in prima persona

“Se fossi un CEO istituirei l’ora obbligatoria di comunicazione sociale in azienda, in cui le persone possono andare sui social media (invece di chiuderglieli come se fossero capre in un recinto) e scrivere qualcosa, qualunque cosa credano sinceramente e intimamente sui prodotti dell’azienda. Anche se non è del tutto positivo, o ne evidenzia lati migliorabili.” Così si esprime Luca Vanzella sul suo blog Daimon.it a proposito delle aziende e del loro rapporto con il mercato attraverso i Social Media. Luca evidenzia la necessità per le aziende di raccontarsi e raccontare la loro esperienza, vissuta in prima persona, di utilizzatori dei loro stessi prodotti.
Quali vantaggi stanno ricavando dal loro utilizzo? Come si trovano? Qual è la loro esperienza di consumatori? Le aziende sono persone, e le persone usano i prodotti. Il panettiere, si spera, mangerà il pane che produce! Potrebbe quindi raccontarlo al mercato. Allo stesso modo anche i dipendenti di un’azienda potrebbero esprimersi condividendo con gli utenti della rete le loro impressioni da consumatori.
“Mi basterebbe” Conclude il nostro Luca nel suo post, “che scrivessero qualcosa di sincero, che imparassero a raccontarsi. Perché siamo tutti parte del mercato. perché la diffusione e la comunicazione sui social media la puoi delegare, e sei a posto con la coscienza e col tuo capo, ma a delegare la narrazione di quello che sei a qualcuno che non è te, alla fine quello che ti resta in mano è sempre una roba fatta a metà.”
Ma la domanda, provocatoria, resta: siamo poi così sicuri che le persone, in generale, usino effettivamente i prodotti dell’azienda per cui lavorano? E il prodotto, funziona veramente…?
Social Media per le PMI
Vi proponiamo in questo post un’interessante e sintetica presentazione di Roberto Grossi (www.socialmediaeasy.it) sull’utilità dei Social Media per le Piccole e Medie Imprese italiane. Se da una parte è vero che la cultura digitale stenta a diffondersi nel nostro Paese, è anche vero che 18 milioni di Italiani sono presenti sui Social Network e che il tempo che vi trascorrono cresce 3 volte di più rispetto al tempo passato sull’intera Rete, toccando il 10% del tempo totale trascorso online.
Allora perché non sfruttare questa occasione? Secondo il principio della coda lunga di Internet, in Rete c’è posto proprio per tutti, e sono proprio i piccoli ad essere i favoriti. Ad esempio, se in una libreria fisica i primi 100 titoli fanno l’80% del fatturato, non è così per una libreria online (vedi Amazon). In una libreria online i primi 100 titoli non fanno più del 40% del fatturato! Questo significa che il restante 60% è suddiviso tra i restanti milioni di titoli che non fanno parte della “Top 100″, titoli minori, di piccoli editori o autori meno conosciuti.
Anche le ricerche su Google hanno un andamento simile. Sapete qual’è la percentuale delle frasi di ricerca che sono state cercate una sola volta, in assoluto, sul motore di ricerca? Risposta: 25%! Ovvero, il 25% delle query di ricerca non sono mai state cercate prima! (dati forniti da Marco Camisani Calzolari)
I Google Technology User Groups al lavoro per semplificare la vita virtuale
Il prossimo incontro a Catania, dove nasce la terza community italiana

Sono sviluppatori appassionati di Google e utilizzatori delle tecnologie open source messe a diposizione dal colosso californiano. Si riuniscono in tutto il mondo e sono i membri del GTUG, i Google Technology Users Group. In Italia i gruppi ufficiali hanno sede a Firenze, Palermo e Catania. Proprio qui, la nuova community si riunirà per il secondo incontro, dopo il successo della prima edizione.
Safer Internet Day 2010. “Posta con la testa”, a qualsiasi età.

Oggi 9 febbraio è la Giornata europea per la sicurezza in Rete, nata con l’intento di richiamare l’attenzione di ragazzi, genitori, insegnanti, legislatori e fornitori di servizi web sulla sicurezza dei minori che navigano in Internet.
Se spesso i consigli dati ad adulti maturi come i lettori di Altroconsumo possono far sorridere o indignare se si pensa alla campagna denigratoria che spesso i media tradizionali mettono in atto nei confronti di Internet, l’attenzione per i minori è sicuramente degna di nota.
L’ignoranza ancora diffusa sulle conseguenze di un’attività troppo “istintiva” in Rete e la mancanza di adeguata in/formazione sono spesso causa di spiacevoli inconvenienti a danno dei minori. Il dato interessante è il fatto che quasi l’80% dei ragazzi ha una propria pagina su un social network. Aspetto positivo, se non fosse che di questi, oltre il 40% condivide informazioni personali e sensibili (indirizzi, foto e video) attraverso la rete, pare, senza troppo preoccuparsi di gestire adeguatamente le impostazioni relative alla privacy o al modo in cui accettano o richiedono le “amicizie”. Preoccupa sicuramente sapere che molti ragazzi vengono contattati da estranei tramite il web, e secondo uno studio presentato in occasione di questa VII edizione del Safer Internet Day 2010, in Italia sarebbero il 73%.
Dalla quindicenne al settantenne, la mia personale esperienza
Ho notato comunque che anche alcuni over-70, approcciando Facebook forse in un disperato tentativo di ringiovanimento in extremis, si lasciano scappare informazioni personali (il numero di cellulare) in messaggi pubblici come commenti a post in bacheca. Informazioni che volutamente hanno evitato di inserire nelle info del loro profilo perché ritenute evidentemente troppo personali!
Mi è recentemente capitato di accedere a Facebook dal computer dei miei genitori, mentre ero di passaggio a casa loro, e mi sono trovato catapultato in automatico nell’account Facebook di mia nipote quindicenne. Aveva lasciato spuntata la casella “resta collegato”, lasciando tutto a disposizione: foto, messaggi, richieste di amicizia ecc. Cosa buffa dal momento che quando naviga su Facebook si preoccupa di chiudere accuratamente la porta “fisica” della stanza in cui c’è il computer!
Molti dei miei coetanei tardivi o piuttosto “assenti digitali” hanno i figli su Facebook e io sono costantemente aggiornato in automatico su quello che fanno grazie ai loro aggiornamenti di stato, le foto e i tag, i commenti dei loro amici ecc. Ma i loro genitori sono all’oscuro di tutto ciò.
Al contrario, se il genitore – pure tardivo digitale – si è impratichito del mezzo, accetta l’amicizia del proprio figlio, il quale è inconsapevole che in automatico metterà al corrente il proprio padre o la propria madre delle stesse notizie che credeva di dare ai soli suoi amici…!
Così, una signora cinquantenne conosciuta poche settimane fa ad un incontro sui temi del web 2.0 in ambito associativo mi ha raccontato di aver detto un giorno a sua figlia: “Allora ti sei lasciata col tuo ragazzo…”. “Mamma, come fai a saperlo…?!?!”. “L’hai scritto su Facebook!“
Eppure la figlia si era ingegnata per non avere tra le sue amicizie proprio la mamma. Peccato che su Facebook, tra i suoi amici, ci fosse la zia!



