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Brand e Social Media (#infografica)
Spopola Facebook ma la maggior parte del budget è ancora dedicata all’acquisto di spazi pubblicitari.
Ci stiamo ormai abituando a connetterci con le Pagine Facebook e gli account Twitter dei brand a cui siamo più affezionati, aziende, prodotti, fino ai personaggi dello spettacolo, ai politici e alle rock-star. Le grandi e piccole marche diventano sempre più Social e un recente studio di Technorati Media rivela come si stanno muovendo nel mondo del Social Media Marketing. Ve lo presentiamo nella rielaborazione infografica realizzata da Michael R.H. Stewart di Jericho Technology, esperto in corporate branding, autore di libri e speaker internazionale.

Dove stanno andando i Brand?
Secondo un recente studio di Technorati Media, le principali marche e diversi influencer di prestigio stanno intraprendendo nuove e importanti direzioni. Degli oltre 6.000 Brand oggetto della ricerca, 91% ha una presenza su Facebook e l’85% su Twitter. Sorprendentemente, LinkedIn e i Blog sono in fondo alla lista rispettivamente con il 33% e 32%.

Come investono il budget dedicato al Social?
I Brand dedicano circa il 75% del budget Social nel Display Advertising (spazi pubblicitari a pagamento), nella ricerca e nella produzione di video. Spendere sul Social, compreso il reclutamento di influencer, si attesta ad un misero 10% del budget dedicato al social media marketing.
Più di metà del budget Social, continua la ricerca, va a finire su Facebook. Youtube e Twitter ottengono entrambi il 13%, mentre circa il 6% viene speso per gli influencer e 5% per acquistare pubblicità sui blog.

Come i Brand scelgono gli influencer?
65% delle marche attivano iniziative virali, basate sugli influencer e sulla generazione del fenomeno di passaparola. Per selezionare a quali utenti rivolgersi i parametri valutati sono, in ordine: il numero di amici o di Mi piace su Facebook e la quantità di follower su Twitter. I collegamenti LinkedIn, il punteggio Klout e altri misuratori come Peer Index e Kred sono in fondo alla lista.
In ogni caso, i consumatori si rivolgono ai blog quando si tratta di effettuare una scelta d’acquisto. I blog risultano infatti al terzo posto tra le risorse digitali più influenti (31%, subito dopo Facebook) quando si tratta di acquisti generici, solo dietro i siti di negozi al dettaglio (56%) e ai siti dei Brand (34%).


Conclusioni
In prospettiva, secondo Michael R.H. Stewart, i due requisiti fondamentali su cui puntare sono:
- Avere una solida base di follower attivi su Twitter
- Un blog molto visitato e seguito dove pubblicare tanti articoli personali
Entrambi questi requisiti, conclude Michael, sembrano essere l’evidenza empirica della ricerca di Technorati Media.
Noi crediamo che il vero valore dei Social Media sia rappresentato dalla conversazione col Brand, dall’interazione e dall’umanizzazione delle marche. L’acquisto di spazi pubblicitari sui Social non rappresenta di per sè una grande novità. La logica è sempre la stessa: andare dove c’è maggiore audience e acquisire visibilità a pagamento. Se il pubblico si sposta dalla TV ai Social, investiamo lì. Fondamentalmente una logica basata sui numeri che non richiede un grande sforzo di comunicazione, quanto di semplice calcolo statistico.
Il marketing sta cambiando, perché cambiano le esigenze del pubblico. Le persone vogliono condividere i valori della marca, sentire un’affinità emozionale che li stimoli a diventare ambasciatori del brand e a collaborare per la creazione di un mondo migliore. Utopia? Fantasia? Secondo Philip Kotler, guru mondiale del management e del marketing, assolutamente no.
Oltre ad acquistare pubblicità nei luoghi di conversazione sul web, le marche dovranno imparare sempre più ad aprirsi al dialogo, a raccontare i valori in cui credono e ad interagire con le persone. Secondo Kotler siiamo al Marketing 3.0, e ne parleremo in una prossima puntata.
Infografica: Michael R. H. Stewart
Immagini e dati: TechnoratiMedia
Pinterest come leva di marketing in 4 Step

Recentemente è diventato il terzo Social Network più frequentato per numero di visitatori unici negli Stati Uniti. Pinterest, il social media “visual”, conquista una medaglia di bronzo di tutto rispetto dopo i colossi Facebook e Twitter. Una moda o uno strumento di business a tutti gli effetti?
Il nome Pinterest unisce i termini “to Pin” (appuntare con gli spilli) e “Interest” l’interesse, l’oggetto da attaccare. Il concetto è quindi “appunta i tuoi interessi” e il motto del social network “connect everyone in the world through the ‘things’ they find interesting.”
Questi interessi o pin, vengono inseriti in appositi spazi virtuali detti Pinboard, lavagnette personali dove inserire i contenuti; è quindi possibile “pinnare” i contenuti che ci piacciono direttamente dai siti che visitiamo, tramite i Pin Button.
Quindi in che modo e per quali scopi Pinterest può essere utilizzato in azienda? Ecco alcuni consigli tratti dal blog di Hubspot e scaricabili in formato pdf nella versione originale.
Social Media, l’analisi demografica degli utenti dei Social Network

Che la donna fosse un essere più sociale dell’uomo lo si sa fin dall’antichità. Che fosse mobile lo si dichiarava all’epoca del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Ma chi poteva immaginare il significato che questo avrebbe poi preso nel nostro millennio? Con l’esplosione dei Social Network e la diffusione degli smartphone è sempre più chiaro che la donna è social e mobile (pronunciato “mobail”, naturalmente).
È infatti proprio il gentil sesso a confermarsi ancora una volta il maggior utilizzatore delle reti sociali online, ormai sempre più accessibili tramite smartphone e tablet.
Oltre il 66% della popolazione adulta mondiale utilizza i Social Network. Ma chi sono esattamente queste persone?
Profilo di un utente Twitter, e tu chi sei?
Per chi ancora in Italia non lo conosce, Twitter è una piattaforma di microblogging, un social network che sta rubando terreno a Facebook. Forse meno facile da capire nel funzionamento, linguaggio e modalità di interazione ma veloce e immediato per la condivisione dal vivo, è sicuramente destinato a crescere. Gli ultimi dati pubblicati parlano di una media di 460.000 nuovi account creati ogni mese, di 140 milioni di tweet (messaggi di 140 caratteri) inviati dagli utenti a livello mondiale. Molto interessanti i dati di crescita in Italia.
Entrare in un nuovo social network è come fare il proprio ingresso in un mondo che ha le sue regole, i suoi usi e costumi, il suo linguaggio. Soprattutto all’inizio i nuovi utenti possono trovarsi in difficoltà, commettere gaffe, adottare dei comportamenti poco consoni all’ambiente che hanno cominciato a frequentare. E’ così che Guy Kawasaki, si è preso la briga di profilare gli utenti in 6 tipologie classificandoli in base ai loro comportamenti. Dal suo articolo ne è nata un’infografica in inglese (@ngonews) che poi è stata tradotta in italiano da infografiche.com, che ringraziamo per l’immagine.
#nofreejobs: il movimento partito dalla rete
Un articolo su un blog, uno status di indignazione su facebook, un tweet: è nato così No Free Jobs, un movimento nato sul web per segnalare le proposte di lavoro indecenti. In soli due giorni più di 1300 tweets, una pagina facebook con più di 890 fan, e per tutta la giornata di mercoledì 09 novembre #nofreejobs è stato un trend topic su twitter fino a tarda sera.
Questa è la prima infografica realizzata da NoFreeJobs:
Ne hanno parlato anche il Tgcom – Linkiesta – Wired.it – Panorama.it – LaStampa.it
11 novembre 2011 at 15:18 Cristina Simone Lascia un commento
You are what you tweet! @stefanocucchi vs. @cristinasimone
Un simpatico confronto infografico sull’identità Twitter dei due autori di Comunicazione Digitale. Sarà facile capire chi dei due è il Social Media… Specialist! Creato in automatico e gratuitamente attraverso Visual.ly, eccezionale raccolta di infografiche e visualizzazioni di dati, un mix di giornalismo, analisi e design. Un sito che vale la pena visitare!
21 settembre 2011 at 23:15 Stefano Cucchi Lascia un commento





