Posts tagged ‘educazione’

Safer Internet Day 2010. “Posta con la testa”, a qualsiasi età.



Oggi 9 febbraio è la Giornata europea per la sicurezza in Rete, nata con l’intento di richiamare l’attenzione di ragazzi, genitori, insegnanti, legislatori e fornitori di servizi web sulla sicurezza dei minori che navigano in Internet.

Se spesso i consigli dati ad adulti maturi come i lettori di Altroconsumo possono far sorridere o indignare se si pensa alla campagna denigratoria che spesso i media tradizionali mettono in atto nei confronti di Internet, l’attenzione per i minori è sicuramente degna di nota.

L’ignoranza ancora diffusa sulle conseguenze di un’attività troppo “istintiva” in Rete e la mancanza di adeguata in/formazione sono spesso causa di spiacevoli inconvenienti a danno dei minori. Il dato interessante è il fatto che quasi l’80% dei ragazzi ha una propria pagina su un social network. Aspetto positivo, se non fosse che di questi, oltre il 40% condivide informazioni personali e sensibili (indirizzi, foto e video) attraverso la rete, pare, senza troppo preoccuparsi di gestire adeguatamente le impostazioni relative alla privacy o al modo in cui accettano o richiedono le “amicizie”. Preoccupa sicuramente sapere che molti ragazzi vengono contattati da estranei tramite il web, e secondo uno studio presentato in occasione di questa VII edizione del Safer Internet Day 2010, in Italia sarebbero il 73%.

Dalla quindicenne al settantenne, la mia personale esperienza

Ho notato comunque che anche alcuni over-70, approcciando Facebook forse in un disperato tentativo di ringiovanimento in extremis, si lasciano scappare informazioni personali (il numero di cellulare) in messaggi pubblici come commenti a post in bacheca. Informazioni che volutamente hanno evitato di inserire nelle info del loro profilo perché ritenute evidentemente troppo personali!

Mi è recentemente capitato di accedere a Facebook dal computer dei miei genitori, mentre ero di passaggio a casa loro, e mi sono trovato catapultato in automatico nell’account Facebook di mia nipote quindicenne. Aveva lasciato spuntata la casella “resta collegato”, lasciando tutto a disposizione: foto, messaggi, richieste di amicizia ecc. Cosa buffa dal momento che quando naviga su Facebook si preoccupa di chiudere accuratamente la porta “fisica” della stanza in cui c’è il computer!

Molti dei miei coetanei tardivi o piuttosto “assenti digitali” hanno i figli su Facebook e io sono costantemente aggiornato in automatico su quello che fanno grazie ai loro aggiornamenti di stato, le foto e i tag, i commenti dei loro amici ecc. Ma i loro genitori sono all’oscuro di tutto ciò.

Al contrario, se il genitore – pure tardivo digitale – si è impratichito del mezzo, accetta l’amicizia del proprio figlio, il quale è inconsapevole che in automatico metterà al corrente il proprio padre o la propria madre delle stesse notizie che credeva di dare ai soli suoi amici…!

Così, una signora cinquantenne  conosciuta poche settimane fa ad un incontro sui temi del web 2.0 in ambito associativo mi ha raccontato di aver detto un giorno a sua figlia: “Allora ti sei lasciata col tuo ragazzo…”. “Mamma, come fai a saperlo…?!?!”. “L’hai scritto su Facebook!

Eppure la figlia si era ingegnata per non avere tra le sue amicizie proprio la mamma. Peccato che su Facebook, tra i suoi amici, ci fosse la zia!

9 febbraio 2010 at 17:00 Lascia un commento

La guida ai social network di Altroconsumo: ma in rete c’è il Babau?


“Per orientarti con sicurezza nel mondo di Facebook, Yotube, Twitter e gli altri”. Questo lo slogan scelto da Altroconsumo per la guida che il noto magazine di guida agli acquisti propone gratuitamente, telefonando al numero verde 800.12.37.57 o lasciando il proprio numero di telefono sul sito internet.

Sicurezza?

Scrive altro Consumo: “Alla domanda se siano preoccupati del fatto che altre persone/aziende possano avere accesso ai loro dati personali su internet, i fan del sociale si sono mostrati sprezzanti del pericolo: il 57% dichiara di essere minimamente (o per nulla) preoccupato al riguardo. Questo è un po’ sorprendente, se si pensa che quasi la metà degli intervistati sa che è molto probabile che altre persone vadano a curiosare tra i propri dati personali. Il 10% addirittura (secondo il Censis) ritiene che avere un profilo online possa essere dannoso per la propria immagine nei confronti del datore di lavoro.”

La sorpresa è invece mia: il magazine vuole forse allertare una volta di più, casomai ce ne fosse bisogno in questa Italia ancora troppo analogica, del fatto che in Rete si nasconde il babau? Se più della metà degli italiani ritiene che non vi siano “pericoli” per i propri dati personali su Facebook, è forse questo un segno di ignoranza e di incoscienza (come sembra intendere Altroconsumo) o piuttosto di evoluzione di una cultura che in altri Paesi europei non fa neanche più discutere?

A volte si dimentica forse che ogni persona è libera di divulgare in rete le informazioni che ritiene di rendere pubbliche. E’ forse questa la novità? Occorre spiegare agli italiani che ciò che mettiamo volontariamente a disposizione su uno spazio pubblico come Internet sono visibili e possono essere usate da chiunque? Pare che oltre la metà degli intervistati lo sappia già, forse sono proprio quelli che Internet lo usano quotidianamente, e non ne hanno paura. Restringendo poi il campo ai Social Network, si dimentica forse che ogni utente può scegliere con chi condividere le proprie informazioni, accettandone l’amicizia, e può configurare a suo piacimento le impostazioni relative alla privacy.

E per quanti non navigano? E’ evidente che la guida si rivolge a chi non sa nulla dei Social Network, dal momento che il primo capitolo spiega “che cosa sono e come funzionano”. E’ utile spaventare chi non si è ancora avvicinato al mezzo, col pretesto di aiutarlo ad usarlo con sicurezza? E’ comunque vero, che ogni novità, pur rappresentando una grande opportunità, spesso spaventa. Ma se questo è il pensiero della gente comune, chi si fregia del titolo di “educatore, guida, istruttore” della comunicazione digitale potrebbe avere un approccio più positivo e motivante. Anche perché i lettori del magazine non hanno 13 o 15 anni. Sono adulti o addirittura anziani, e sono ben coscienti che ciò che si rende pubblico, pubblico resta.

Ma forse c’è ancora qualcosa che mi sfugge…


Ecco gli argomenti della guida. Per ottenerla, clicca qui.

  • Che cosa sono e come funzionano i social network.
  • Come usarli al meglio per il divertimento e la condivisione.
  • Quali i rischi?
  • Cosa fare e cosa non fare?
  • Come difendere la tua privacy.

21 gennaio 2010 at 13:39 1 commento

Partecipa, Crea, Regola. Il modello PCR per il Social Media Marketing


PCR, tre lettere per ricordare tre parole fondamentali dell’interazione aziendale sui social media. Partecipare attivamente, Creare contenuti, Regolare i toni. E’ il modello PCR di Jordan Nasser , direttore globale delle strategie new media per la casa di moda svedese H&M, un vero esperto dei mezzi di comunicazione digitale.

PCR: Partecipa, Crea, Regola

  • P > Partecipa attivamente. La tentazione è spesso quella di iscrivere la propria azienda ai Social Network semplicemente per promuovere il proprio brand, senza  comunicare attivamente e partecipare alle conversazioni. Sfruttare al 100% i social network a livello aziendale significa utilizzarli nel modo in cui sono stati concepiti: come strumenti di dialogo e interazione col proprio pubblico di riferimento. Senza dimenticare che “i mercati sono conversazioni”;
  • C > Crea contenuti. Molto importante creare contenuti interessanti, segnalare notizie utili, proporre informazioni che gli utenti possano ritenere di qualità, e non solo messaggi promozionali, offerte e sconti. Anche la regolarità degli aggiornamenti è un aspetto da non trascurare: gli utenti web si stufano presto ed è necessario tenere alta l’attenzione.
  • R > Regola i toni. L’ambiente 2.0 non apprezza affatto i messaggi pubblicitari spacciati per interazione sociale. Occorre usare una certa delicatezza se non si vuole finire per essere considerati degli spammer o gente che usa impropriamente i social media. Meglio adottare toni soft, imparare ad ascoltare le conversazioni e inserirsi in maniera delicata, adattandosi a quanto sta succedendo nella “sala”, esattamente come sappiamo fare quando entriamo di persona in un luogo fisico in cui altri stanno già conversando tra di loro.

Per fare tutto questo e offrire ai propri utenti una presenza social di qualità occore dedicare tempo e risorse perché le azioni siano adeguate al mezzo che si sta utilizzando. Fretta e superficialità rischiano di “bruciare” la reputazione dell’azienda sul web. E le voci corrono, in particolare sui Social Network dove il tam tam è ancora più veloce. Le critiche online, grazie alla memoria di Internet, hanno una permanenza e una pervasività che possono comportare a lungo termine molti più danni dei benefici che azioni poco accorte possono procurare nel breve periodo.

14 gennaio 2010 at 12:14 3 commenti

KidCloud.it la guida internet per i più piccoli


KidCloud.it

Se vi trovate davanti ad un cielo bianco e azzurro e vedete passare delle allegre nuvolette colorate, non state sognando. Non avete neanche bevuto troppo, siete semplicemente approdati su KidCloud, la guida internet dedicata ai piccoli navigatori.

(more…)

21 settembre 2009 at 19:33 Lascia un commento


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