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4 errori da evitare sui Social Media, come gestire la crisi [infografica]

Cosa può fare brand di fronte a una crisi? Ancora più importante, come dovrebbe un brand prepararsi ad una crisi? Come si possono evitare i disastrosi #fail che causano un effetto boomerang delle iniziative di comunicazione contro le aziende stesse che le hanno promosse?
Sono in continuo aumento varie tipologie di crisi nella gestione dei Social Media. Non solo i brand subiscono hackeraggi dei loro account, come nel recente caso di The Associated Press @AP, ma vengono pubblicati tweet maldestri o contenenti parole poco consone ad una comunicazione ufficiale, hashtag pensati male che vengono distorti dagli utenti critici e trasformati in “bashtag”, maltrattamenti ai danni di persone molto influenti sui Social Media, comunicazioni inappropriate durante il corso di tragedie naturali o eventi spiacevoli, usati per cavalcare la popolarità dell’argomento, solo per citarne alcuni. Secondo una recente ricerca di Altimeter Group molti di questi errori o #fail si sarebbero potuti evitare con un’adeguata preparazione.
Vediamo quindi quali sono i principali problemi rappresentati nell’infografica pubblicata da Social@Ofilvy:
1. Customer service di bassa qualità

- Problemi nel servizio al consumatore
- Risposte maldestre o addirittura assenti su Facebook
- Esperienze negative con un rappresentante aziendale offline o online
2. Pratiche marketing di dubbio gusto

- Reazioni poco favorevoli da parte dei consumatori alla pubblicità o altri tipi di comunicazione esterna
3. Relazioni Pubbliche poco curate

- Opinioni o storie postate online da parte di clienti arrabbiati, scontenti o confusi.
4. Governance carente

- Manifestazioni evidenti di una scarsa capacità di valutazione da parte dei brand o dei loro rappresentanti
- Azioni scoordinate tra i diversi settori aziendali
Nella maggioranza dei casi le crisi notate da chi ha condotto la ricerca hanno origini interne all’azienda. E quando sono invece innescate dall’esterno possono rapidamente trasformarsi in una crisi interna.
Le storie hanno sempre avuto un profondo impatto sui cuori delle persone e sulle loro menti e con l’avvento dei Social Media l’arte della narrazione si è evoluta in maniera radicale. Molte marche ora possono sperimentare come i contenuti della comunicazione, in particolare lo storytelling possa fornire loro nuovi modi di connettersi emotivamente e guadagnare la fiducia dei propri clienti. Nel bene e nel male.
Per maggiori approfondimenti ecco un’anteprima del playbook pubblicato da Ogilvy & Mather:
20 idee per contenuti che stimolano la condivisione sui Social Media
Ecco un tipico post che le persone amano condividere sui Social Network. Non ci credete? Insieme ai “Come fare per”, consigli e istruzioni pratiche, rientra nel genere di argomenti che possono contribuire al successo di un blog. Un po’ scontato e banale, forse. Ma funziona. È quanto afferma e ha sperimentato l’australiano Jeff Bullas, esperto di Social Media, blogger, speaker e consulente aziendale in marketing digitale. In un recente post elenca 20 tipi di contenuto che le persone amano condividere sul web, e sulla base dei quali è utile impostare le proprie azioni di Social Media Marketing. Vediamoli insieme.
1. Elenchi puntati

In un mondo sempre più frenetico, fornire alle persone una lista di cose da fare o 10 suggerimenti per la creazione di un bel video sono i tipici titoli e articoli che le persone cercano e leggono sul web. Fanno guadagnare tempo e sono facili da leggere, capire e visualizzare. Gli articoli strutturati a punti elenco funzionano ancora, e bene.
Esempio: Pinterest come leva di marketing in 4 Step
2. Approccio negativo (!)

Sembra assurdo, ma la maggioranza delle persone preferisce conoscere gli errori da evitare piuttosto che indicazioni su come fare le cose. Secondo Jeff, un tipo di contenuto di successo può essere quindi rappresentato da contenuti che hanno un approccio negativo. Conoscendo un po’ come funziona il nostro cervello, è chiaro che se vi dico “Non pensare al Duomo di Milano” l’unica cosa che penserete cos’è? Il Duomo di Milano! Quindi concentrarsi sul non sbagliare ci aiuterà a sbagliare. Nonostante questo, Secondo Jeff, usando questo approccio potremmo essere sorpresi dall’aumento di traffico sul nostro post. Fate un esperimento.
Esempio: Email marketing, i 7 errori da evitare
3. Infografica

L’infografica è un tipo di contenuto che ha avuto sul web una crescita esponenziale negli ultimi anni. Consente di presentare dati e informazioni complesse attraverso l’uso di testi e immagini. Fornisce un’idea chiara e articolata in un’unica rappresentazione visiva ed è uno dei contenuti più condivisi su Pinterest, il Social visuale per eccellenza, e ritwittati su Twitter.
Esempio: Profilo di un utente Twitter, e tu chi sei?
4. Contenuti di qualità

The Content is King, recita una famosa frase sul web. Scegliete un argomento e fate una ricerca su Google. Partite dai migliori articoli che avete trovato e riproponete una sintesi ai vostri lettori, oppure inserite parti di un articolo interessante integrandolo con vostre considerazioni, ricordandovi sempre di citare la fonte e di inserire un link (è il miglior modo con cui potete ringraziare l’autore dei contenuti originali, oltre che di netiquette). Avrete permesso ai lettori del vostro blog di risparmiare tempo e fatica. Ricordatevi infine di limitare al massimo la percentuale di contenuto copiato, per favorire una migliore indicizzazione del vostro post sui motori di ricerca.
5. Come fare per…

È sempre stupefacente vedere come le persone reagiscono positivamente quando si forniscono loro istruzioni semplici da mettere in pratica, indicando loro da dove cominciare e come procedere lungo il percorso. Pochi e semplici passi che possono veramente aiutare chi legge a trovare e ad applicare la soluzione che stava cercando.
Esempio: Come utilizzare Twitter: Il profilo personale e aziendale
6. Notizie e aggiornamenti

Aiutate i vostri lettori a trovare rapidamente informazioni sulle ultime novità del loro settore, notizie relative alla città in cui vivono o a livello internazionale. In questo caso è fondamentale essere sempre attenti, informarsi, aggiornarsi ed essere tra i primi a pubblicare la notizia. Sul web ogni informazione invecchia molto in fretta. Non so se avete notato, ogni volta che si fa girare qualche notizia su Twitter o Facebook, se l’informazione non è più che recente, i primi commenti sono sempre: “È vecchia!”.
Esempio: Hai una start-up? @INGDIRECTItalia mette in palio 100mila euro #ppac
7. Ricerche

Riportare dati tratti da ricerche universitarie o derivati da diverse fonti, raccolti in un articolo ben strutturato, fornisce al vostro blog l’autorevolezza necessaria per suscitare l’interesse di lettori di cultura medio-alta, dirigenti d’azienda o imprenditori. Jeff sostiene: “Se una ricerca universitaria afferma che è vero… lo è! Molte persone cercano una prova esterna prima di muoversi”.
Esempio: Social Media, l’analisi demografica degli utenti dei Social Network
8. Case history

Le ricerche sono interessanti, ma i casi reali rappresentano la prova concreta che una certa cosa funziona. Raccontare delle case history e storie di successo aiuta il vostro blog a calarsi nella realtà e non soltanto volare nel mondo delle idee.
Esempio: Case History 2.0: il Mulino partecipativo
9. Contenuti “evergreen”

Se è vero che il web richiede notizie sempre fresche e contenuti nuovi ad ogni minuto che passa, questa frenesia informativa può portarci a dimenticare di sfruttare l’efficacia di un contenuti magari postato due anni prima, altrettanto valido in questo momento. Perché quindi non condividerlo nuovamente, rilanciandolo ai propri lettori? Una buona pratica è aggiornare l’articolo facendo precedere al testo precedente una serie di nuove informazioni e questo vi consentirà di rimetterlo nella home page del blog favorendone ulteriormente l’indicizzazione sui motori di ricerca.
10. Immagini d’impatto

Un’immagine vale più di mille parole. Utilizzate sempre le immagini nei vostri post per illustrare un’idea, un concetto o una storia. Le immagini hanno un forte impatto emozionale e hanno una performance molto più elevata nella condivisione sui Social. Il vostro post condiviso su Facebook, se ha una bella immagine, attirerà molto di più lo sguardo nella timeline degli utenti e favorirà la diffusione virale. Le immagini possono portare l’appeal del vostro contenuto ad un livello decisamente superiore.
Esempio: Da Facebook la mappa mondiale delle amicizie
11. Video

Il video è sempre di grande effetto. Potete pubblicare video includendoli da Youtube nel vostro post, oppure potete crearli da voi stessi. Dipende dal tipo di contenuto che avete intenzione di creare e condividere. Se volete spiegare qualcosa potete farvi riprendere direttamente con una telecamera o una fotocamera digitale. Se aveve necessità di spiegare il funzionamento di un software o di una procedura, potete catturare lo schermo con software appositi che vi consentono di riprendere tutte le operazioni effettuate al computer.
Esempio: iPad e Tablet possono sostituire completamente la carta?
12. Presentazioni SlideShare

SlideShare è considerato come lo YouTube per le presentazioni Powerpoint. Secondo l’autore è spesso sottovalutato come mezzo per rendere il contenuto accessibile e attraente. Le presentazioni o i file pdf possono essere caricati su SlideShare e poi inclusi nel post del vostro blog attraverso il codice “embed”. Un modo semplice ed efficace per consentire ai vostri lettori di consultare le vostre slide direttamente dall’articolo del blog.
Esempio: Costruire la Brand Identity di una Startup
13. Classifiche Top 10
Le persone amano sapere chi sono i migliori in qualsiasi campo. Jeff suggerisce di fare un esperimento di questo tipo e verificare il picco di traffico che otterrete sul vostro post. Anche noi non l’abbiamo mai provato. Lo faremo presto!
Esempio: Le 10 migliori Pinterest Boards
14. Recensioni di applicazioni e risorse utili

Ognuno di noi è costantemente alla ricerca strumenti e applicazioni che ci rendano la vita più facile, e spesso il web è visto come un mondo complesso. Aiutate i vostri lettori a trovare plugin, applicazioni e strumenti che possano aiutarli nelle loro attività su Internet.
Esempio: Mobile shopping app: ecco iShopps per iPhone
15. Soluzioni

Fornite le istruzioni step by step su temi che ritenete cruciali per il vostro settore. Le istruzioni dedicate alla soluzione di problemi danno un valore aggiunto ai vostri contenuti e i vostri lettori ne saranno entusiasti.
Esempio: Social Media nel settore b2b. Funzionano? Come usarli? (prima puntata)
16. Dati e statistiche

Contenuti che illustrano statistiche e dati recenti sono sempre una scelta che produce click e stimola l’interazione degli utenti. Le persone sono incuriosite perché vogliono sapere chi sono i migliori in un certo campo. Gli articoli su questi temi secondo Bullas hanno sempre successo.
Esempio: 72 dati e statistiche sul Social Media Marketing relativi al 2012 [english]
17. Citazioni

Pare che inserire una citazione su Twitter o Facebook faccia schizzare i Retweet, i Preferiti e i Mi piace alle stelle. Una citazione che ispira, motiva all’azione o fa sorridere, ha una forte carica emozionale che aiuta le persone ad iniziare bene la giornata.
Esempio: “Sii te stesso. Tutti gli altri sono già occupati” (Oscar Wilde)
18. Podcast audio

Il podcasting era molto di moda alcuni anni fa e sta rinascendo. Il consiglio è non solo quello di creare dei nuovi podcast registrando degli audio originali, ma prendere i vecchi articoli e trasformarli in podcast. Il contenuto audio può essere scaricato e ascoltato mentre si è alla guida, in treno, metro o in attesa dell’autobus.
19. E-book

Creare un e-book a partire dai propri contenuti è un ottimo modo per favorirne la diffusione. Potete usarli a scopo di lead generation, per crearvi delle mailing list con i nomi e gli indirizzi email degli utenti che decidono di lasciare i vostri dati in cambio delle preziose informazioni che potranno trovare nel vostro e-book. Mi raccomando, però: che i contenuti siano di qualità e di valore. Troppo spesso si rivelano specchietti per le allodole e questo non favorisce la fidelizzazione dei vostri lettori o visitatori.
Esempio: [mini]marketing: ed è ancora ebook
20. Trascrizioni

In italiano si chiama “sbobinamento”, è il lungo lavoro di trascrizione del testo a partire da un file audio o video. Oggi sul web si trovano servizi di trascrizione a basso costo (circa 1 euro al minuto) e facili da utilizzare: basta effettuare l’upload dei file e poi seguire le istruzioni. Il risultato sarà un documento di testo pronto a trasformarsi in un nuovo post sul vostro blog. Cercate su Google “sbobinamento online” e troverete diversi siti italiani che offrono questo tipo di servizi.
E voi, quali contenuti utilizzate? Quali preferite? Quali i vostri lettori condividono maggiormente?
Cercare lavoro con i Social Network #socialrecruiting
Il successo nella ricerca del lavoro sta nell’integrazione delle relazioni sociali online con quelle offline. Quanto più ricche e integrate sono le relazioni sociali coltivate da chi è in cerca di lavoro, tanto maggiore è la probabilità di trovare un’occupazione e raggiungere un successo professionale, anche attraverso i social media.
È quanto emerge dall’indagine “Il lavoro ai tempi del social recruiting e della digital reputation” realizzata per il terzo anno consecutivo dall’osservatorio di Adecco Italia.
L’indagine evidenzia anche il mancato incontro tra selezionatori e candidati: i primi utilizzano LinkedIn (42%), Facebook (29%), Twitter (9%); invece i secondi si affidano principalmente ai siti di lavoro, a Facebook (30%) e LinkedIn (26%). (more…)
Brand e Social Media (#infografica)
Spopola Facebook ma la maggior parte del budget è ancora dedicata all’acquisto di spazi pubblicitari.
Ci stiamo ormai abituando a connetterci con le Pagine Facebook e gli account Twitter dei brand a cui siamo più affezionati, aziende, prodotti, fino ai personaggi dello spettacolo, ai politici e alle rock-star. Le grandi e piccole marche diventano sempre più Social e un recente studio di Technorati Media rivela come si stanno muovendo nel mondo del Social Media Marketing. Ve lo presentiamo nella rielaborazione infografica realizzata da Michael R.H. Stewart di Jericho Technology, esperto in corporate branding, autore di libri e speaker internazionale.

Dove stanno andando i Brand?
Secondo un recente studio di Technorati Media, le principali marche e diversi influencer di prestigio stanno intraprendendo nuove e importanti direzioni. Degli oltre 6.000 Brand oggetto della ricerca, 91% ha una presenza su Facebook e l’85% su Twitter. Sorprendentemente, LinkedIn e i Blog sono in fondo alla lista rispettivamente con il 33% e 32%.

Come investono il budget dedicato al Social?
I Brand dedicano circa il 75% del budget Social nel Display Advertising (spazi pubblicitari a pagamento), nella ricerca e nella produzione di video. Spendere sul Social, compreso il reclutamento di influencer, si attesta ad un misero 10% del budget dedicato al social media marketing.
Più di metà del budget Social, continua la ricerca, va a finire su Facebook. Youtube e Twitter ottengono entrambi il 13%, mentre circa il 6% viene speso per gli influencer e 5% per acquistare pubblicità sui blog.

Come i Brand scelgono gli influencer?
65% delle marche attivano iniziative virali, basate sugli influencer e sulla generazione del fenomeno di passaparola. Per selezionare a quali utenti rivolgersi i parametri valutati sono, in ordine: il numero di amici o di Mi piace su Facebook e la quantità di follower su Twitter. I collegamenti LinkedIn, il punteggio Klout e altri misuratori come Peer Index e Kred sono in fondo alla lista.
In ogni caso, i consumatori si rivolgono ai blog quando si tratta di effettuare una scelta d’acquisto. I blog risultano infatti al terzo posto tra le risorse digitali più influenti (31%, subito dopo Facebook) quando si tratta di acquisti generici, solo dietro i siti di negozi al dettaglio (56%) e ai siti dei Brand (34%).


Conclusioni
In prospettiva, secondo Michael R.H. Stewart, i due requisiti fondamentali su cui puntare sono:
- Avere una solida base di follower attivi su Twitter
- Un blog molto visitato e seguito dove pubblicare tanti articoli personali
Entrambi questi requisiti, conclude Michael, sembrano essere l’evidenza empirica della ricerca di Technorati Media.
Noi crediamo che il vero valore dei Social Media sia rappresentato dalla conversazione col Brand, dall’interazione e dall’umanizzazione delle marche. L’acquisto di spazi pubblicitari sui Social non rappresenta di per sè una grande novità. La logica è sempre la stessa: andare dove c’è maggiore audience e acquisire visibilità a pagamento. Se il pubblico si sposta dalla TV ai Social, investiamo lì. Fondamentalmente una logica basata sui numeri che non richiede un grande sforzo di comunicazione, quanto di semplice calcolo statistico.
Il marketing sta cambiando, perché cambiano le esigenze del pubblico. Le persone vogliono condividere i valori della marca, sentire un’affinità emozionale che li stimoli a diventare ambasciatori del brand e a collaborare per la creazione di un mondo migliore. Utopia? Fantasia? Secondo Philip Kotler, guru mondiale del management e del marketing, assolutamente no.
Oltre ad acquistare pubblicità nei luoghi di conversazione sul web, le marche dovranno imparare sempre più ad aprirsi al dialogo, a raccontare i valori in cui credono e ad interagire con le persone. Secondo Kotler siiamo al Marketing 3.0, e ne parleremo in una prossima puntata.
Infografica: Michael R. H. Stewart
Immagini e dati: TechnoratiMedia
Ascoltami: Alta Formazione in PR, Media Relations e Comunicazione Digitale

Se sentite parlare di Relazioni Pubbliche cosa vi viene in mente? Ingrigiti giornalisti che affollano gli uffici dei politici durante la campagna elettorale? Polverosi faldoni nelle sedi dei Ministeri romani? Grazie al web non è più solo così. Molto è cambiato. Il tradizionale Ufficio Stampa, l’organizzazione di eventi e la pubblicità sono ancora vivi, ma finalmente molte aziende e istituzioni si stanno aprendo al web marketing, ai social network, al digital marketing e al marketing mobile tra tablet, Smatphone e SmatTV.
Anche la formazione per il business si sta adeguando, e di questi argomenti tratterà la 7a edizione del Corso di Alta Formazione in Relazioni Pubbliche, Media Relations e Comunicazione Digitale organizzato da Professional Datagest – Alta Formazione per il Business, che si terrà a Bologna da marzo a giugno 2013.
Le tematiche convenzionali della comunicazione e delle relazioni pubbliche si coniugano con quelle non convenzionali: comunicazione polisensoriale, digital marketing, social network, marketing mobile, ecc. Un approfondimento particolare sarà dedicato al web e ai suoi strumenti che permettono di comunicare e condividere informazioni in modo veloce, sistematico e “virale”. È previsto un laboratorio di comunicazione digitale durante il quale sarà possibile, dopo avere pianificato una strategia, sperimentare l’utilizzo dei vari strumenti.
L’impostazione del corso appare a nostro avviso ancora molto legata agli aspetti tradizionali della Comunicazione, ma pur non avendo un taglio radicalmente innovativo mostra un’interessante apertura al mondo digitale. Un buon segnale da cogliere e un’opportunità per i giovani laureati e per i non occupati, per i quali è previsto a fine corso uno stage di 3/6 mesi presso aziende private e pubbliche, agenzie PR / Eventi, web agency, società di consulenza e uffici stampa.
Per maggiori informazioni e iscrizioni, visita la pagina del Corso.
#TalentDonna: un percorso di social empowerment per sviluppare il talento femminile

Al via a marzo, a Milano, un percorso per sviluppare il talento femminile attraverso le potenzialità della rete. Si chiama “Talent Donna” ed è il nuovo percorso di social empowerment ideato da FattoreMamma per valorizzare il talento professionale femminile attraverso l’energia della Rete. Rete come tecnologia che supporta e genera il lavoro. Rete come networking tra persone desiderose di condividere i propri talenti, scambiare le proprie competenze, confrontarsi e crescere professionalmente attraverso la collaborazione.
Talent Donna si rivolge alle donne che desiderano migliorare la propria attività professionale o avviare un nuovo business, avvalendosi delle potenzialità di Internet: dalle libere professioniste alle piccole imprenditrici, dalle startupper alle donne interessate ad aprire una nuova attività, ma anche alle donne dipendenti di aziende o in fase di transizione professionale.
Il percorso, che si svolgerà da marzo a settembre 2013, si compone di 6 Workshop formativi in aula, 6 Inspiring Happy Hour e risorse online. Gli Inspiring Happy Hour saranno momenti dedicati all’ampliamento della propria cerchia di conoscenze in cui alcuni ospiti racconteranno della loro esperienza professionale e di vita e ispireranno le partecipanti alla ricerca di una business idea.
Il programma di Talent Donna è molto vasto e tra i moduli verranno trattati argomenti come: empowerment femminile, personal branding, strategie per un uso professionale dei social network – dai più creativi e d’intrattenimento come Facebook e Pinterest ai più professionali come Linkedin e Twitter - indicazioni pratiche per la creazione di un business blog, tecniche di scrittura online, SEO e tanto altro.
Tra i docenti ci sono esperti di settore, professionisti, imprenditori, blogger e, anche, una delle autrici di questo blog: Cristina Simone.
Sul sito www.talentdonna.it sono disponibili il programma e il calendario dei Workshop Formativi e degli Inspiring Happy Hour, con l’elenco dei docenti e il form di iscrizione. Early booking fino al 20 febbraio 2013.
Il Social Media Manager: vi presentiamo Cristina Simone
Come molti sanno in rete, lo scorso 28 febbraio è stata la giornata dedicata ai Community Manager, e proprio pochi giorni dopo la nostra blogger Cristina Simone è stata intervistata da BizFactor. Cristina ripete sempre che per lei il lavoro è una passione, proprio perché è stata capace passo dopo passo a trasformare la sua grande passione in lavoro. Ma qual è la sua passione? Il web, e soprattutto il nuovo web, il web 2.0, quello dei Social Media, dei Blog, dei Social Network. La Rete che crea relazioni, condivisioni, nuovi modi di comunicare e fare marketing, nuove modalità di approccio e relazione al mercato attraverso la condivisione dei valori e la collaborazione.
Come si fa a diventare Community Manager o Social Media Manager? Ecco la grande domanda che molti si pongono. Cristina risponde che in realtà non è una decisione che ha preso coscientemente, ci si è trovata. Dopo la laurea in Psicologia con indirizzo Comunicazione e Marketing e un corso in Social Media e Marketing Non Convenzionale allo IED di Milano, è stata fulminata sulla via di Damasco 2.0. Da quel momento in poi, passando da agenzie diverse e importanti aziende come La3 TV, è finalmente approdata alla libera professione e attualmente gestisce come freelance la comunicazione 2.0 per diverse aziende e abbiamo anche il piacere di lavorare insieme su alcuni progetti.
Esiste un percorso standard? Quali consigli per chi vuole fare questo mestiere? Quanto conta una cultura generale di base? o la conoscenza specifica delle logiche del Marketing? Nell’intervista Cristina risponde a domande interessanti in particolare per i giovani che vorrebbero intraprendere questa nuova professione e racconta qualche episodio divertente che le è capitato.
Se vuoi sapere di più sul ruolo del Social Media Manager, leggi l’intervista completa.
Cristina è una grande professionista e un’ottima persona: preparata, attenta, sensibile e disponibile. Siamo fieri di averla a bordo. Presto ci delizierà con un suo nuovo post!
Mobile shopping app: ecco iShopps per iPhone
Il mobile shopping non è solo acquisto tramite smartphone. Da oggi è anche e soprattutto condivisione della propria esperienza e delle proprie emozioni. Share your shopping è il payoff di iShopps, la nuova shopping app per iPhone nata in Italia ma con un respiro assolutamente internazionale. Gli shopaholic non conoscono confini. Gli appassionati dello shopping vivono di immagini, foto di prodotti, condivisione con amici ed amiche, e si scambiano opinioni, pareri, consigli su prodotti e negozi.
Tutto questo con iShopps diventa social e mobile e la condivisione dell’esperienza di shopping è in tempo reale. Immaginiamo di essere davanti ad un negozio con il nostro iPhone. Vediamo un prodotto interessante e con iShopps possiamo fotografarlo, filmarlo, farlo vedere ai nostri amici o segnalare che lo abbiamo acquistato, regalato o fa parte della nostra “whis list”. Possiamo chiedere e dare consigli, ricercare e scoprire prodotti, negozi e brand da tutto il mondo o vicino a casa.

Ma iShopps è pensata anche per i negozianti, che possono aprire gratuitamente una propria presenza sull’app e promuovere prodotti e offerte. Forse in questi tempi di crisi iShopps potrà aiutarci a fare acquisti più convenienti e anche i retailers potranno avere un incremento di passaggi nei loro punti vendita e nuove opportunità di business.
Volete sapere come funziona? Ecco il bellissimo video in stop motion realizzato da Immaginato con la freschissima canzone dei The Wonkies.
Sotto il profilo dell’esperienza utente, creatori di iShopps hanno convogliato in un’unica app verticale alcune funzioni già presenti negli altri social network come Facebook, Instagram, Twitter, Foursquare, aggiungendone di nuove specificamente dedicate al mondo dello shopping. L’atmosfera dell’app, che ha una grafica molto curata, è giocosa e divertente. Le foto scattate ai prodotti possono essere condivise su Facebook e in futuro speriamo su altri social network.
Nel frattempo, chissà se nel vasto mondo delle fashion blogger, da Chiara Ferragni alle blogger meno note, parleranno di questa novità nel mondo dello shopping?
Social Media nel settore b2b. Funzionano? Come usarli? (prima puntata)

Negli ultimi anni i media digitali hanno completamente trasformato i modelli di comunicazione tradizionali. Nel settore b2b (business to business) manager e imprenditori si interrogano sulla validità o meno di questi strumenti. I Social Media funzionano nel nostro settore? Sono utili al nostro business? Sono solo una moda o un efficace strumento di comunicazione? In questo primo post esamineremo alcuni elementi fondamentali, che approfondiremo nei post successivi. Ci baseremo anche su interessanti elementi emersi dal caso aziendale SAP Italia, che ha recentemente lanciato una strategia social in collaborazione con l’agenzia FreedataLabs. La case history è stata presentata a diversi eventi tra cui la Social Media Week Torino e lo SMAU Milano a cui abbiamo partecipato.
Come usare i social nel b2b?
Spesso quando si parla di Social Media si dà quasi per scontato che si stia parlando di mercati b2c (business to consumer) in cui l’azienda entra in relazione con i propri consumatori e sceglie di farlo utilizzando strumenti interattivi che supportino una comunicazione bidirezionale. Cosa succede invece quando ad adottare questi strumenti sono aziende che vogliono comunicare con altre aziende? Per rispondere alla domanda occorre innanzitutto ricordare che quasi tutte le imprese italiane hanno almeno una presenza online: oltre al classico sito istituzionale, il 67% gestisce un corporate blog e il 41% ha un profilo Facebook. E queste aziende sono costitute in primis da persone. Persone che sono online più del 60% del tempo che trascorrono in ufficio, che interagiscono, si informano, cercano notizie ma soprattutto soluzioni. (more…)









