Archive for maggio, 2009

Piquadro, sogno spezzato (1)


Case history con ampi spazi di miglioramento nella relazione post-vendita.

piquadro

Sarà per la troppa fiducia nella robustezza dei materiali della premiata ditta, sarà per aver ripetutamente constatato che quella cinghia avrebbe potuto reggere un’intera cordata di alpinisti sul K2, mai più immaginavo che l’anello debole (mi sembra il caso di dirlo) potesse essere proprio la parte in metallo.

Certo, la mia borsa da lavoro la metto alla prova, non le risparmio alcuni chili di peso e la cinghia è molto sollecitata durante i miei percorsi per le vie della città. E quel fatidico giorno di aprile, dopo un movimento un po’ brusco, la fibbia mi ha lasciato spezzandosi in due.

Raccolta la borsa e i due frammenti metallici, mi precipito al negozio in cui l’avevo acquistata due anni prima per avere informazioni su come ordinare i pezzi di ricambio. Risposta: “Per risalire al codice prodotto occorre il certificato che era nella borsa al momento dell’acquisto (ahimé, non so più dove l’ho messo…) e lo scontrino (erano insieme, sigh!)”.

Non mi perdo d’animo e con estrema fiducia nello spirito “customer oriented” della PIQUADRO vado sul sito aziendale http://www.piquadro.com sostenuto dalla ferma convinzione che lì, superando ogni barriera, troverò il modo di bypassare la burocrazia e parlare direttamente… con l’Azienda!

Arrivato alla Home il primo impatto è di grande sorpresa. Sito anglofono, primo click richiesto all’utente: scelta della nazione. Sono di fronte ad una multinazionale? Immaginavo un’azienda nostrana con la vocazione al made in Italy! Le mie speranze di trovare qualcuno dall’altra parte del cavo cominciano a vacillare. 

Clicco su Italy e mi trovo in un sito-vetrina, classica brochure online con grande peso dato all’immagine, uso massivo di animazioni in Flash e musica di sottofondo che non è possibile mettere a tacere (il tastino non c’è). Ma l’azienda è italiana? Sì, dice la pagina About, e pure di provincia!

Bene, in questo sito si parla di tutto e a tutti. Ai giornalisti, ai media, agli investitori, certo anche ai clienti. Ma per orientarli all’acquisto. Online (la parte e-commerce è ben curata) e offline. Curiosità: la pagina Cerca il tuo negozio richiede nuovamente di scegliere la nazione (ma non eravamo già entrati nella sezione Italia?). E ancora, oltre al bellissimo catalogo delle collezioni, si parla di Piquadro Mobile (il nuovo telefonino brandizzato) del team Formula1 Renault, della collaborazione di Piquadro con le più note scuole di design a livello internazionale…

E ai clienti che possono aver bisogno di assistenza post-vendita, qualcuno pensa?

(altro…)

22 maggio 2009 at 17:05 74 commenti

Quando l’azienda cinguetta: le case history NASA, Kogi e Wine Library.



NASA. Un ottimo esempio di uso di Twitter è stato quello a supporto della raccolta di supporto popolare per la NASA, in occasione del lancio della sonda spaziale Phoenix. Come potrete vedere da questo mio approfondimento si è scelto di far parlare in prima persona la sonda marziana, che raccontava, dal suo punto di vista – come se fosse una persona – ciò che stava facendo e quello che stava provando… umanizzando quindi una missione spaziale altrimenti noiosa e poco interessante per il pubblico. Migliaia di utenti si sono iscritti al flusso di messaggi, seguendo la saga della navicella – il che ha creato un’opinione favorevole verso la missione e contribuendo a ridurre un certo atteggiamento popolare volto a domandarsi se davvero valga la pena di dare tutti quei soldi pubblici per l’esplorazione dello spazio… visto il successo dell’operazione, la NASA sta intraprendendo un progetto per usare i “Social Media” (come Twitter, Facebook, MySpace…) per raggiungere il pubblico dei giovani americani, interessarli alle attività spaziali – sia per costruirsi un futuro supporto popolare (a difesa dai tagli di budget) sia per stimolare i futuri tecnici e scienziati a considerare la NASA e lo spazio come un luogo appetibile dove andare a lavorare – invece che in aree più glamorous che si stanno oggi accaparrando le menti migliori.

KOGI. Altro ottimo esempio (anche in questo caso, qui trovate un approfondimento ) è quello della piccolissima impresa “Kogi”, un fast food ambulante. Due furgoni che vendono, seguendo un itinerario di fermate, un particolare tipo di Barbecue Coreano a Los Angeles. Il cibo è molto particolare e ha un suo seguito, una sorta di piccolo culto. La loro idea brillante è stata quella di usare Twitter per informare in modo rapido e snello, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da rendere possibile organizzarsi a chi avesse voglia di quel cibo (e, anzi, facendo venire voglia a chi fosse nelle vicinanze). L’idea, apparentemente banale ha funzionato alla grande, portando centinaia di persone a far la coda davanti al furgone per comprare…

WINE LIBRARY. Un terzo caso è quello di Wine Library, una azienda vinicola americana che vende online, il cui imprenditore, attraverso un uso intelligente dei mezzi online, ha costruito un notevole successo; riuscendo ad attirare a costo zero usando Twitter ben 1800 nuovi clienti (si veda questo articolo del NY Times).

(…)

(tratto da eurogroup.biz)

15 maggio 2009 at 16:52 Lascia un commento

Save the date: 14/05/09 e-Commerce Forum


 

 

Comunicazione Digitale sarà presente all’evento che nella scorsa edizione ha visto la partecipazione di oltre duemila operatori e di diversi giornalisti che hanno scritto solo nel 2008 oltre 300 articoli sul tema.

 

Confermata l’analisi sulla domanda realizzata con la collaborazione di GfK Eurisko e un approfondimento di quella sull’offerta curata dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Le conferenze e i workshop in programma, che vedranno la partecipazione di relatori di assoluto rilievo, esamineranno le opportunità e i vantaggi offerti dall’e-commerce e illustreranno lo scenario del settore sia dal lato domanda sia da quello dell’offerta.

 

Due i focus principali di e-Commerce Forum 2009:

 

1. Analisi e definizione delle modalità in cui le attività online e in particolare l’ecommerce possono essere utilizzati come leve strategiche per migliorare la competitività delle aziende italiane e per incrementarne le vendite sui mercati internazionali

 

2. Approfondimento delle potenzialità dell’e-commerce in chiave di multicanalità

Per far questo, verranno definiti e valutati nel dettaglio tutti gli strumenti abilitanti a perseguire lo scopo: competenze, tecnologie e processi del commercio elettronico.

 

Oltre a promuovere l’identità del settore, l’evento consente alle aziende associate e a tutti i professionisti del settore di incontrarsi, interagire direttamente con il target di riferimento e godere di una forte visibilità verso le istituzioni competenti e i diversi media, al fine di stimolare una comunicazione corretta e positiva sulle tematiche del settore.

 

Tra le novità di quest’anno: la collaborazione con Marketing Multimedia che, dopo il successo riscosso per l’organizzazione delle ultime cinque edizioni di IAB Forum, si sta impegnando nella gestione, nella promozione e nel coordinamento anche di questo importante appuntamento.

 

Visita il sito dell’evento

13 maggio 2009 at 14:56 Lascia un commento

Ebook “SEO Advanced”: come farsi trovare dai motori di ricerca


L’utilissimo ebook fornito gratuitamente da www.geweb.org contiene informazioni e spunti pratici per l’ottimizzazione del vostro sito nei motori di ricerca. Facile e intuitivo, alla portata di tutti, non richiede conoscenze prettamente informatiche.

Clicca sul banner sottostante per scaricare l’ebook.

seo ebook

12 maggio 2009 at 19:01 Lascia un commento

Case History 2.0: il Mulino partecipativo


“…Tu puoi fare parte di una nuova, grande, coinvolgente iniziativa! Conosci meglio di chiunque altro quello che vorresti da Mulino Bianco: scopri come entrare a fare parte del primo progetto italiano di cogenerazione di idee. Condividi la tua idea, vota le più significative e noi realizzeremo le migliori.”

E’ così che Barilla si rivolge ai clienti/navigatori nel nuovo sito www.nelmulinochevorrei.it  , interamente dedicato a raccogliere le idee dei consumatori. L’iniziativa, pensata per coinvolgere i clienti in un’azione partecipativa improntata allo stile web 2.0, fornisce ai consumatori la possibilità di esprimersi su nuovi prodotti, nuove promozioni, nuove confezioni, impegno sociale ed ambiente.

Secondo Spotanatomy “Barilla rimane attualmente una delle uniche aziende a proprietà Italiana ad aver dimostrato un reale interesse per il web 2.0 e le sue dinamiche.  Dopo l’evento di lancio di Alixir , è la seconda volta che l’azienda si impegna in iniziative che coinvolgono la rete in maniera importante.”

“La novità più importante è l’introduzione della figura del Tutor Daniele” afferma A ruota libera. “Una persona, che rispondendo a tutte le domande che gli utenti gli faranno attraverso Msn e Skype, avvicinerà in maniera più diretta, l’azienda al consumatore.” Il blogger fa inoltre notare come finora il contatto sia stato sempre indiretto o “asincrono”, mentre con l’introduzione del tutor tutto avvenga in maniera diretta. “Il consumatore non può che sentirsi al centro della campagna, come è giusto che sia nell’era dell’ormai famoso Web 2.0″.

Provocatorie invece le domande che Andrea Boaretto di Marketing Reloaded pone sul suo blog:

“Perchè Barilla non ha creato il gruppo su Facebook come andrebbe di moda ora fare e magari sarebbe costato molto meno? Siamo sicuri che poi metteranno in pratica quanto dichiarano? Perchè negli spot televisivi (almeno quelli che ho visto e se non sbaglio legati ad un prodotto in particolare) non viene messo il link al sito? Perchè non sono previste altre modalità di partecipazione per le massaie che non hanno Internet? Come verranno misurati i risultati? Numero di proposte ricevute? Page view?” (altro…)

11 maggio 2009 at 17:12 6 commenti

Parliamo di Reputation Capital


Come gestire al meglio la propria identità in rete? Come curare la propria reputazione online? Valenze positive e negative di una vita digitale attiva. Carlo Infante a colloquio con Massimo Melica, avvocato e presidente di Innovatori durante la trasmissione Salva con Nome (Rainews24).

Nel fotogramma iniziale del video è riportata una delle foto scandalo che hanno fatto il giro del mondo e che hanno portato il giovane politico canadese Ray Lam ad abbandonare ogni incarico e a dimettersi dal partito. Le aveva pubblicate nella sua pagina personale di Facebook.

Alcune persone si iscrivono al famoso social network e dopo un po’ abbandonano perché “FB non tutela la loro privacy”. Quasi che fosse il veicolo, responsabile di quello che trasporta. Forse dimenticano che il web è uno spazio pubblico. Che non dimentica. Sta a chi inserisce i propri contenuti e le proprie informazioni essere cosciente della portata che ha il “mettere in piazza” la propria vita privata, soprattutto se chi lo fa è anche un personaggio pubblico.

Forse bisognerebbe cominciare a tenere lezioni di Reputation Capital nelle nostre scuole.

8 maggio 2009 at 11:07 1 commento


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